La grande farsa argentina | È stato un voto su Bitcoin e crypto?


No, non c’è stato alcun voto su Bitcoin e crypto in Argentina.

La stampa Bitcoin e quella più generalista sono sempre alla ricerca di storie sensazionali. La complicata storia degli ETF ora domina le prime pagine, ma sui trafiletti c’è ancora spazio per una questione mai avvenuta, mai esistita e che mai si configurerà.

Ne abbiamo già parlato sulle pagine della nostra testata – e ora che abbiamo qualche risultato più concreto in mano, è utile fare il punto della situazione. Il protagonista – involontario – di questa storia è Javier Milei, candidato libertario alla presidenza dell’Argentina che in molti, complice una frase che in pochi hanno capito, hanno arruolato al fronte Bitcoin.

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Non vi è nulla di tutto questo – cosa di cui discutiamo ormai da tempo sul nostro canale Telegram e della quale continueremo a discutere – e sarebbe il caso di tornare, come nel caso degli ETF, con i piedi ben piantati a terra.

Javier fallisce il primo assalto, ma a Bitcoin (e crypto) non deve interessare

Javier Milei ha fallito, almeno per ora, la conquista del Palazzo. Dovrà andare al ballottaggio, tra l’altro con meno voti incamerati durante il primo turno rispetto al candidato peronista Sergio Massa. C’è ancora spazio per una vittoria, ma il risultato di Milei è stato fortemente ridimensionato rispetto alle aspettative. Poco male, Criptovaluta.it si occupa di Bitcoin e di crypto ed è da questo angolo che proverà a leggere la situazione.

Non è stato un voto su Bitcoin o sulle criptovalute

Primo mito da sfatare: non è stato un voto su Bitcoin o sulle criptovalute. Javier Milei – è stato ripetuto fino allo sfinimento – ha sempre indicato la volontà di abolire la banca centrale argentina e di dollarizzare l’economia. Sì, con i dollari USA, e non con Bitcoin.

In passato si è espresso a favore di Bitcoin, in termini però parecchio diversi da quelli che riportano certi giornali: Milei trova $BTC il ritorno della moneta nell’ambito privato e nel libero mercato delle valute. Altra cosa, che in pochi ricordano (o hanno tagliato chirurgicamente dal video che viene fatto girare): Milei si è espresso favorevolmente anche su Ethereum.

No, Bitcoin non sarà valuta avente corso legale in Argentina

E non lo sarà neanche se Javier Milei dovesse portare a casa una vittoria e dovesse così diventare il prossimo presidente dell’Argentina.

Javier Milei rifiuta a prescindere il concetto di corso forzoso e certamente non imporrà Bitcoin a nessuno.

Ci sarà, forse, un’apertura

Ci sarà apertura se verrà effettivamente abolita la banca centrale argentina, che è responsabile di norme che restringono l’accesso dei cittadini all’economia Bitcoin, per quanto in modo relativamente blando.

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Per una stampa migliore, ovunque

Nessuno è perfetto e tutti possono commettere errori. Diverso però è il caso di una stampa che sembra ormai incapace di raccontare il vero, anche questo è evidente come nel caso di Milei.

La ricerca spasmodica di una narrativa positiva per Bitcoin, del quale BTC non ha certamente bisogno, porta anche a questi strafalcioni.

Strafalcioni che quando sono ripetuti – con un po’ di malizia – ovunque, finiscono per trasformarsi in verità percepita.

E no, Bitcoin non ha bisogno dell’Argentina, ma gli argentini avrebbero forse bisogno di più Bitcoin, almeno a guardare le pessime performance della loro divisa nazionale.

Milei potrebbe essere il candidato dell’apertura, ma scordiamoci un caso alla El Salvador, sul quale pur si potrebbe discutere a lungo.



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