Ethereum rischia? Staking e prezzi motivo di preoccupazione


C’è davvero motivo di preoccuparsi per Ethereum? Due dati piacciono poco, ma andrebbero interpretati.

Cosa sta succedendo a Ethereum. Da un lato il prezzo non sembra avere la forza di resistere all’ascesa, in termini di dominance, di Bitcoin. Dall’altro anche sul fronte staking le cose sono tornate alla piena normalità, con le code per mettere i proprio ETH nel sistema che sono ormai nulle mentre al picco si doveva aspettare fino a 45 giorni.

Segno di disinteresse? Segno di problemi per Ethereum? Prima di trarre conclusioni in modo affrettato, come purtroppo spesso accade nel mondo crypto, sarà meglio andare a guardare i numeri e interpretarli senza eccessivo panico. È il mercato, verrebbe da ripetere, bellezza.

E no – non è detto che siano problemi legati alla prossima crisi di Ethereum, una crisi che per ora viene agitata dai principali detrattori del progetto. Anche come una sorta di rivincita per un 2023 che ha visto Ethereum certamente protagonista su diversi fronti. Vieni a discuterne sul nostro canale Telegram ufficiale – dove troverai tanti esperti e tanti appassionati che si occupano di crypto 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana.

Phemex

Cosa sta succedendo a Ethereum? L’allarme dallo staking

Il dato che ha fatto il giro delle principali testate USA che si occupano di criptovalute è che la coda per mettere in staking è stata notevolmente ridotta. Non è stato un cambiamento tecnico: la durata della coda dipende direttamente da quanti sono coloro i quali vogliono effettuare questa operazione.

I tempi di attesa per lo staking – storico

I numeri sono offerti da ValidatorQueue.com e offrono un quadro piuttosto chiaro: c’è pochissima attesa storicamente per uscire dallo staking – cosa che non dovrebbe sorprendere nessuno perché è da sempre così e perché sono in pochi a voler prelevare i propri $ETH, e la coda per mettere in staking è scesa praticamente a zero.

Cosa vuol dire? Che nessuno vuole più mettere in staking?

A nostro avviso non è questo l’angolo dal quale guardare alla situazione. Lo staking ha raggiunto dei livelli molto alti ed è più che normale che la quantità di nuovi ingressi si riduca. Basta guardare, per capire cosa sta succedendo davvero, a quest’altro grafico.

L’andamento dello staking nel suo complesso

Siamo a oltre il 22% del totale degli Ethereum esistenti che sono stati messi in staking, con le APR che sono in calo. Chi voleva entrare nello staking ha avuto tutto il tempo del mondo per farlo e ora chi cambia idea e decide di mettere anche i suoi in staking è quantitativamente minore.

E la crisi del prezzo?

Sulla dominance di Bitcoin in fasi di turbolenza di mercato abbiamo discusso nell’ultimo numero del Magazine – analizzando come si è mosso Bitcoin anche rispetto al resto del mercato in crisi simili.

Ci sono un paio di considerazioni che si possono fare sulla situazione – anche in relazione a Ethereum. La prima è che Bitcoin è percepito come asset più sicuro in momenti di turbolenza da parte dei mercati. Il secondo è che Ethereum, come sound money dovrà fare probabilmente ancora tanta strada, ammesso che sia questo il destino che vuole ricavarsi all’interno del mondo crypto.

Non è obbligatorio che sia così – e il cambio BTC/ETH, ha avuto degli alti e bassi importanti anche nel corso della storia recente dei mercati. Prima di trarre conclusioni affrettate – e spesso mosse dal panico o dalla volontà di mettere la parola fine su questo o quel progetto, sarebbe forse il caso di guardare all’intera situazione con maggiore distacco – e con un timeframe più ampio.



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